Arancia rossa e melograno: due superfood per la nostra salute

La Dr.ssa Claudia Pannitteri ci fa scoprire due superfood che piacciono alla salute del nostro corpo.
Grazie alla loro peculiare composizione chimica, l’arancia rossa e il melograno sono ormai celebri per le loro proprietà nutraceutiche.
Cosa significa? La loro assunzione è consigliata soprattutto in quanto in grado di rallentare l’invecchiamento cellulare, e prevenire numerose malattie cardiovascolari.

nutrizione

Cos’è un superfood?

Per essere definito superfood, un alimento deve contenere sostanze biodisponibili di cui numerosi studi scientifici ne attestino il “potere”. Attualmente possono essere fatti rientrare in questa categoria alimenti come la frutta, le bacche, le spezie e i semi, che contengono composti bioattivi particolarmente interessanti per la nostra salute [1].

Tra i numerosi superfood, quelli pigmentati di rosso – cioè quelli ricchi di antociani – suscitano notevole interesse, in quanto particolarmente attraenti per i consumatori che associano il colore alle loro proprietà nutraceutiche.

Arancia rossa e melograno: Proprietà

Sebbene botanicamente appartengano a due generi molto distanti tra loro (Citrus e Punica), i frutti di arancio e melograno sono accomunati da numerose caratteristiche come forma, colore e parte della composizione nutraceutica.

  • La forma: i frutti sono particolari bacche, rispettivamente denominate “esperidio” (arancia) e “balausta” (melograno);
  • La composizione nutraceutica: i frutti sono ricchi di sostanze polifenoliche, vitamine idrosolubili (per es. vitamina C), acidi idrossicinnamici, flavanoni (per es. esperidina), ecc.
  • Il colore: la pigmentazione è strettamente legata al pH del succo presente nei vacuoli; pertanto, in ambiente acido, le antocianine assumono una colorazione rossastra, mentre a pH basico si manifestano in varie tonalità di blu.

Gli antociani

Gli antociani (dal greco anthos = fiore, kyáneos = blu) sono pigmenti idrosolubili appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, che in natura assumono una funzione rilevante nello sviluppo e nella difesa delle piante. Sono responsabili della pigmentazione di fiori e frutti, negli organi riproduttori attirano gli insetti per l’impollinazione e la dispersione dei semi e contribuiscono all’adattamento delle piante a condizioni ambientali sfavorevoli (come danni da luce UV, freddo e attacchi da agenti patogeni) [2].

Per la dieta umana, gli antociani non sono considerati esclusivamente come prodotti alimentari ma anche come sostanze ad attività radical scavenger, ad azione terapeutica e preventiva nei confronti di malattie coronariche, alcuni tipi di cancro e altre malattie legate all’età [3,4].

Sapendo che numerosi fattori influiscono sulla composizione chimica e sulla qualità nutraceutica dei prodotti ortofrutticoli (per es. varietà, tecniche agronomiche e di conservazione), la possibilità di aumentare la biosintesi dei composti nutraceutici (es. flavonoidi quali fenoli e antocianine) rappresenta oggi un’importante strategia per la produzione di cibi funzionali.

Arancia rossa

In Italia, le aree di coltivazione dei frutti di arancia e melograno sono concentrate principalmente nel meridione. La Sicilia orientale, alle pendici del vulcano Etna, è particolarmente vocata per la loro coltivazione.

Studi genetici [5,6,7,8] hanno evidenziato che uno dei principali fattori che influenzano positivamente la biosintesi delle antocianine in arancia rossa è costituito dallo stress da basse temperature, in modo particolare l’escursione termica tra il giorno e la notte.

Grazie a queste peculiari condizioni pedoclimatiche alle pendici dell’Etna, i frutti (Fig. 1) coltivati in quest’areale possono fregiarsi del marchio IGP con le varietà ‘Tarocco’, ‘Moro’ e ‘Sanguinello’.

Le principali antocianine caratterizzanti le arance rosse sono: la delfinidina 3-O-glucoside, la cianidina 3-O-glucoside, la delfinidina 3-O-(6”-malonil)glucoside, la cianidina 3-O-(6”- malonil)glucoside, la cianidina 3-O-(6”- dioxalil)glucoside e la peonidina 3-O-(6”- malonil)glucoside, la cui quantità ne determina la colorazione finale.

Oltre alle antocianine, i cui valori medi rilevati nella parte edibile delle arance rosse possono raggiungere i 10 mg/100 g nella cultivar ‘Tarocco’ e i 20 mg/100 g in ‘Moro’, si annovera la presenza di altre sostanze bioattive quali acidi idrossicinnamici totali (fino a 10 mg/100 g), principalmente l’acido ferulico, l’acido cumarico, l’acido sinapico e l’acido caffeico, e l’acido ascorbico (vitamina C, con valori oltre i 60 mg/100 g). Le concentrazioni di questi composti variano in base alla varietà, alle tecniche di coltivazione agronomiche, all’epoca di maturazione e agli stress ambientali [9, 10].

Fig. 1 - Frutto di arancia rossa [Citrus sinensis (L.) Osbeck]

Melograno

Il melograno (Fig. 2), anche se non è considerato una vera e propria pianta medicinale, sin dall’antichità era tenuto in grande considerazione per le sue proprietà terapeutiche. Già 4000 anni fa, gli Egizi conoscevano le proprietà vermifughe della radice del melograno. 

In Europa, all’inizio del XIX secolo, la scorza di questa radice era molto usata per contrastare la tenia, grazie alla presenza di alcaloidi antielmintici. Nella Grecia antica il melograno veniva prescritto come antielmintico, nei casi di diarrea cronica, e come antinfiammatorio [11].  

Oggigiorno, si hanno anche indicazioni del suo utilizzo in casi di emorragie passive e ferite infette; esso è antiparassitario e antimicrobico, riduce la progressione del tumore alla prostata, svolge un’azione terapeutica contro le malattie cardiovascolari, l’ischemia, l’ipoxia (mancanza di O2 nel sangue e nei tessuti) e l’AIDS [12, 13, 14, 15].

Fig. 2 - Frutto di melograno (Punica granatum L.)

I composti, fino ad ora identificati nel melograno, sono numerosi e molto diversi fra loro; si riscontrano, infatti, molteplici classi di sostanze, diversamente distribuite nell’intera pianta. 

I composti bioattivi censiti nel melograno includono steroli e terpenoidi (presenti nei semi, nelle foglie e nella corteccia), alcaloidi (presenti nelle foglie e nella corteccia), acidi grassi e trigliceridi (presenti nei semi), acidi organici (presenti nel succo), flavonoli (presenti nella buccia, nella corteccia e nelle foglie), antocinanine e antocianidine (presenti nella buccia e nel succo), catechine e procianidine (presenti nella buccia e nel succo). 

Tra le sostanze antiossidanti, vanno annoverati i fitochimici idrofilici come i tannini idrolizzabili HTs, specificatamente ellagitannini ETs e gallotannini GTs ed i fitochimici lipofilici come l’acido punico (principale marker per l’olio di semi di melograno), gli acidi grassi, i trigliceridi, l’acido linoleico e l’acido linolenico.

Le benefiche proprietà attribuibili al frutto di melograno sono per la maggior parte collegabili al suo contenuto in sostanze fenoliche, derivate da un polialcool (che nella maggior parte dei casi è il glucosio) e di un acido carbossilico fenolico: l’acido ellagico (localizzato principalmente nel frutto e nella pelle del frutto) e l’acido gallico (Fig. 2), in grado di combattere il cancro alla prostata quando viene metabolizzato in sostanze chimiche chiamate “urolitine”.

Fig. 3 - Struttura chimica dell’acido gallico e dell’acido ellagico

Chimicamente, l’acido ellagico è un tannino idrolizzabile la cui molecola deriva dalla condensazione di più unità elementari di acido gallico. Questa molecola possiede potenti proprietà radical scavenger nei confronti di specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto. È in grado quindi di contrastare l’azione negativa dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cutaneo.

L’acido ellagico è un composto molto stabile, relativamente insolubile in acqua ed è in grado di interagire con alcune reazioni chimiche del metabolismo cellulare chiamate in causa nello sviluppo del tumore.

Inoltre, tra i polifenoli ad azione antiossidante ed anche pigmentante si annoverano: la delfinidin 3-glucoside, la delfinidin 3,5-glucoside, la cianidin 3-glucoside, la cianidin 3,5-diglucoside, la cianidin 3-glucosio, la pelargonidina e la delfinidina (la cui quantità determina la colorazione finale).

Una delle principali caratteristiche qualitative del frutto è la presenza di elevate quantità di riboflavina, niacina, acido ascorbico (vitamina C) e potassioVanno segnalati, infine, anche alcuni fitoestrogeni quali l’estrone, l’estradiolo, la daizina, la genistina, la daizeina, la genisteina e il cumestrolo.

Il suo succo svolge, inoltre, un’azione antibatterica contro Escherichia coli, Aspergillus niger, Salmonella tiphy e Pseudomonas ferruginosa. Il pericarpo del frutto, che assume una funzione di antibiotico naturale, contiene, infine, tannini in grado di inibire la diffusione del virus dell’herpes genitale, di ucciderlo e di bloccarne l’assorbimento da parte delle cellule sane [15, 16, 17, 18, 19].

La crescente domanda da parte del consumatore di alimenti con elevate proprietà salutistiche e capacità di prevenzione di alcune patologie assume un ruolo chiave nell'incentivare il consumo di alimenti freschi o trasformati al fine di produrre cibi arricchiti di composti nutraceutici.
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[1] Pratt S. G. (2018). Food for Thought: How to steer patients toward healthier habits. Food may act as medicine to promote wellness and minimize chronic disease, says the ophthalmologist who coined the word “superfood”. Review of Optometry, p. S14+. Gale Academic Onefile.
[2] Winkel-Shirley B. (2001). Flavonoid biosynthesis. A colourful model for genetics, biochemistry, cell biology, and biotechnology. Plant Physiol. 126, p. 485−493.
[3] Ross J. A., Kasum C. M. (2003). Dietary flavonoids: bioavailability, metabolic effects, and safety. Annu. Rev. Nutr. 22, p. 19−34.
[4] Amorini A. M., Lazzarino G., Galvano F., Tazzina G., Gavazzi B., Galvano G. (2003). Cyanidin-3-O-β-glucopyranoside protects myocardium and erythrocytes from oxygen radical-mediated damages. Free Radical Res. 37, p. 453−460.
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Claudia Pannitteri

Claudia Pannitteri

Tecnologo alimentare e dottore di ricerca appassionata in analisi sensoriale.
Durante il suo PhD in Agricultural, Food and Environmental Science, ha valutato l’efficacia di tecniche di pre- e post-raccolta in grado di aumentare la produzione di composti bioattivi e la shelf-life di arancia rossa e melograno.

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